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	<title>Tra gli Scaffali</title>
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	<description>inserto del webmagazine Periodico Italiano</description>
	<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 08:55:43 +0000</pubDate>
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		<title>A Cisterna “Sulla INFINITA’ del Blu” TEATROTRATTATO di e con PIERO MORELLI</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 08:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Turriziani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta Cisterna e le splendide grotte di Palazzo Caetani fanno da scenografia ad un evento di cultura il cui titolo è “Sull’Infinità del Blu”, Teatro-trattato.
Una performance che si presenta come una vera e propria lezione drammatizzata incentrata sul colore blu e sulla simbolica dicotomia che lo ha da sempre caratterizzato. La sua salita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11419" title="sullinfinita-del-blu" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/sullinfinita-del-blu-150x150.jpg" alt="sullinfinita-del-blu" width="150" height="150" />Ancora una volta <strong>Cisterna</strong> e le splendide <strong>grotte di Palazzo Caetani</strong> fanno da scenografia ad un evento di cultura il cui titolo è “<strong>Sull’Infinità del Blu”, Teatro-trattato</strong>.</p>
<p>Una performance che si presenta come una vera e propria lezione drammatizzata incentrata sul colore blu e sulla simbolica dicotomia che lo ha da sempre caratterizzato. La sua salita verso il bianco-celeste della libertà del cielo, della purezza dell’Idea e dell’aspirazione all’Infinito e al contrario la sua catabasi nel blu-nero delle misteriose profondità abissali e della umana disperazione.<br />
Il percorso letterario abbracciato è vastissimo e spazia dal fiore azzurro cercato dal giovane<strong> Enrico di Ofterdingen</strong> nell’omonimo romanzo incompiuto di<strong> Novalis</strong>, simbolo di tanta poesia romantica, all’oiseau bleu di <strong>Maeterlinck,</strong> alla “viola del pensiero” che fa innamorare i giovani sperduti nel bosco <strong>del “Sogno” shakespeariano</strong>, dall’anelito di <strong>Infinito di Leopardi</strong> alla cupa disperazione del <strong>Werther goethiano</strong>, anch’esso simbolo di un’epoca; e ancora, dalle celeberrime considerazioni liriche di <strong>Baudelaire sul mare</strong>, al blu livido dell’espressionista austriaco <strong>Trakl</strong>, al malinconico<strong> blu di Mallarmè</strong>, dal blu spirituale e erotico al tempo stesso degli inglesi <strong>Keats e Shelley</strong>, alle acque blu-argento nelle quali si specchia il <strong>Narciso delle Metamorfosi ovidiane</strong>.</p>
<p>Tali affascinanti ed immortali fonti letterarie sono intervallate da citazioni rilevate dalla trattatistica sui colori di vari secoli, dal<strong> De coloribus di Telesio</strong> ai celeberrimi <strong>testi di Goethe</strong> (“La teoria dei colori”) e <strong>di Kandinskij</strong> (“Lo spirituale in arte”).</p>
<p>Parimenti di ampio respiro si presenta il percorso musicale eseguito dal vivo da una chitarrista, una arpista e una violoncellista-cantante, che spazia da melodie rinascimentali a dissonanze novecentesche, al richiamo e alla riproduzione di suoni naturali.<br />
Teatro di parola e sensoriale, musica strumentale e riproduzione di suoni della natura, danza, canto, body painting, lingue classiche e moderne, si intrecciano pertanto per rendere omaggio ad un solo colore nella infinità delle sue sfumature e delle sue simbolicità.</p>
<p><strong>Oggi Sabato 7 e domenica 8 agosto alle ore 21,oo</strong> presso le <strong>Grotte di palazzo Caetani a Cisterna di Latina</strong>, con <strong>Mirko Bruno</strong> (recitazione), <strong>Francesca De Sanctis</strong> (chitarra classica, salterio, recitazione, canto), <strong>Veronica Febbi</strong> (arpa celtica), <strong>Cristina Paulotto</strong> (violoncello, canto) e <strong>Carlotta Belli</strong> (recitazione, chitarra classica).<br />
I costumi sono di <strong>Cesira Tipaldi</strong> ed il trucco ed il body painting di <strong>Carmine Aversano</strong>.</p>
<p>Numero chiuso.  Prenotazione al n. <strong>333.3680593</strong></p>
<p><strong>Nadia Turriziani</strong></p>
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		<title>Intervista ad Alessia Margiotta, autrice di Sfiorato da un angelo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 14:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Rodi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<category><![CDATA[alessia margiotta]]></category>

		<category><![CDATA[sfiorato da un angelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro è carico di emozioni. Quanto è importante per un autore sperimentare in prima persona? 
Credo sia essenziale. Non si può scrivere di qualcosa che non si conosce. Più un’emozione è pura, intensa e più sarà facile ed efficace descriverla. Molto spesso mi capita di rivivere nella mia mente determinati avvenimenti, cercando di imprimere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11409" title="marilena-rodi" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/marilena-rodi-150x150.jpg" alt="marilena-rodi" width="150" height="150" />Il libro è carico di emozioni. Quanto è importante per un autore sperimentare in prima persona? </strong><br />
Credo sia essenziale. Non si può scrivere di qualcosa che non si conosce. Più un’emozione è pura, intensa e più sarà facile ed efficace descriverla. Molto spesso mi capita di rivivere nella mia mente determinati avvenimenti, cercando di imprimere dentro di me il sapore di ogni parola. Ovviamente non è impossibile descrivere ciò che semplicemente si immagina. Tutto sta nello scopo. Dal primo momento, il mio obiettivo principale è stato quello di condividere l’amore con i miei lettori. Di crearlo, svilupparlo e sentirlo nel profondo. Volevo descrivere l’amore che ognuno di noi si merita e donarne un pezzetto a chi ancora ne è alla ricerca. “Purtroppo” non tutto quello di cui si scrive può essere provato in prima persona, per questo bisogna stabilire delle priorità. Vi sono scrittori che puntano su descrizioni tecniche dettagliate e su un’accurata descrizione dei paesaggi o di esperienze estreme vissute sulla loro pelle; io ho scritto questo libro a 16 anni e tutto ciò che avevo era un cuore puro e pronto a ricevere e dare amore. E ho deciso di metterlo tutto – tutto – nelle pagine del mio libro.</p>
<p><strong>I protagonisti della storia si incontrano virtualmente prima di conoscersi personalmente. Internet e l’era digitale influiscono come e quanto sulle relazioni tra le persone secondo lei? </strong><br />
È vero, ormai moltissime relazioni nascono su internet, non soltanto relazioni d’amore ma anche d’amicizia. E, purtroppo, non mancano neppure casi di incontri spiacevoli. La tecnologia e internet in particolare assumono sempre più valore nei rapporti col mondo ed è impossibile tirarsi indietro. Anche al lavoro, ormai, si comunica tramite e-mail, i supermercati mandano SMS per avvisare i clienti dei prossimi sconti e per ogni “ulteriore informazione” su qualsiasi quesito ci rivolgiamo ai vari motori di ricerca. La tecnologia è ormai una parte essenziale delle nostre vite. Per quanto mi riguarda, mi piace pensare che siano più gli aspetti positivi di quelli negativi. Per esperienza, poiché vivo lontana dalla mia città natale, senza tutti i mezzi di comunicazione di oggi non avrei potuto mantenere vivi e intatti i ponti con il mio passato. Molte persone sostengono come i rapporti “dal vivo” siano più reali dei rapporti “virtuali”, non mi trovo però totalmente d’accordo; certo, è vero che vivere con una persona non sarà mai come sentirla soltanto, ma nel momento in cui trovi una persona capace di sincerità e desiderosa di instaurare un genuino rapporto, internet è un fantastico alleato. Al giorno d’oggi siamo sempre di fretta, ci si vede per un caffè e si parla del più e del meno, ci si da appuntamento al centro commerciale e ci si ritrova a camminare abbagliati dalle vetrine senza trovare il tempo di conoscersi; molto spesso non si capisce neppure quale sia il limite e quanto sia giusto dire di sé e della propria vita. Davanti ad uno schermo è tutto diverso, ci si conosce davvero dentro e poi, in caso, anche fuori. E questo tipo di rapporti, i rapporti che nascono dal piacere interiore piuttosto che da quello fisico sono sicuramente i più sinceri. Ovviamente anche internet è una giungle e non si sa mai chi si può incontrare però io ho avuto molte esperienze piacevoli.</p>
<p><strong>Nel romanzo è pregnante la casualità. Ma secondo lei esiste un destino che conduce le persone a incontrarsi? </strong><br />
Ho una personalissima idea sul destino, parecchio complicata oltretutto. In sostanza però sì, io credo ci sia un destino, una strada già scritta con tantissimi bivi in cui è possibile imbattersi ma con punti fissi – come le persone, le esperienze e le opportunità – che è impossibile non raggiungere, anche facendo il giro più personale e innovativo. Alcune cose sono su questo mondo per noi e aspettano solo di essere raggiunte.</p>
<p><strong>Una lezione di vita, forse, emerge dal suo libro: comunicare le proprie emozioni. Nel 2010 lei crede ci siano ancora problemi di questo tipo, nonostante l’apertura a una cultura multilinguistica e multietnica? </strong><br />
Io credo di sì. Stiamo andando avanti alla velocità della luce. Il progresso, le innovazioni, le scoperte ci proiettano in avanti. Il razzismo viene combattuto e ci si impegna ad imparare tutte le lingue possibili. Si riconosce l’aspetto multiforme del mondo ma non si riesce ancora a capire quanto sia essenziale il dialogo e la condivisione. Ci affanniamo nel tentativo di ingurgitare informazioni, nel tentativo di arricchirci e di girare il mondo. Torniamo a casa carichi di fotografie, carichi di attestati di lavori in giro per il mondo, con la testa piena di informazioni e la bocca piena di parole nuove ma senza soffermarci a notare quanto la nostra anima necessiti di essere arricchita.<br />
Purtroppo riusciamo a considerare l’importanza delle cose in valuta monetaria senza ancora renderci conto dell’essenzialità dei rapporti umani, delle amicizie sincere e degli amori folli.<br />
Grazie a Dio, però, esiste l’arte. E un giorno ci salverà tutti.</p>
<p><strong>Marilena Rodi</strong></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;amore non crolla mai&#8221; Film opera prima di Roy Geraci - produzione Panormus Pictures e CIC (Cinema International Communications)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 14:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Esposito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[L'amore non crolla mai Roy Geraci Panormus Pictures CIC]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film &#8220;L&#8217;amore non crolla mai&#8221;, le cui riprese sono previste per il mese di marzo 2011, opera prima del regista Roy Geraci, coprodotto dalla Panormus Pictures e dalla CIC (Cinema International Communication) sarà la prima pellicola non documentario sul tragico terremoto dell&#8217;Abruzzo del 2009.
La storia si svolge tra passato e presente, dal punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11407" title="terremoto-aquila" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/terremoto-aquila-150x150.jpg" alt="terremoto-aquila" width="150" height="150" />Il film &#8220;L&#8217;amore non crolla mai&#8221;, le cui riprese sono previste per il mese di marzo 2011, opera prima del regista Roy Geraci, coprodotto dalla Panormus Pictures e dalla CIC (Cinema International Communication) sarà la prima pellicola non documentario sul tragico terremoto dell&#8217;Abruzzo del 2009.<br />
La storia si svolge tra passato e presente, dal punto di vista della gente e, in particolare, di un gruppo di giovani universitari.</p>
<p>Il film verrà girato tra <strong>L&#8217;Aquila ed Onna</strong>, e la distribuzione dovrebbe essere curata <strong>dalla Società 01 Distribution</strong>. Il cast, ancora da completare (devono infatti essere assegnati ancora tre ruoli principali e alcuni ruoli secondari) vanta nomi di primo piano come Angelo Infanti nei panni di Bertolaso, Mario Donatone, Rossella Infanti, Carolina Marconi, forse Margareth Madè ed altri.<br />
Il progetto è originale e interessante, sia sotto l&#8217;aspetto sociale, sia dal punto di vista artistico-culturale. Costituirà, inoltre, anche un&#8217;occasione per portare lavoro nelle zone disastrate, consentendo agli abitanti del posto di essere utilizzati nel film come comparse e figuranti.</p>
<p><strong>Ecco, in breve, la trama del film.</strong><br />
La storia ha inizio con un flash back: nel paesino di Onna, nei pressi de L&#8217;Aquila, l&#8217;11 giugno 1944, i tedeschi fucilano 17 uomini tra i 17 e i 44 anni.. Un bambino, terrorizzato dalla tragica scena, fissa con occhi sbarrati un giovane soldato tedesco, anch&#8217;egli sconvolto davanti ai corpi eswanimi delle vittime innocenti&#8230;<br />
La scena si sposta poi ai nostri giorni, descrivendo le vicende di sei giovani,iscritti alla vicina università dell&#8217;Aquila, e residenti ad Onna. Antonio, nipote di quel bambino testimone oculare del massacro del 1944, è molto attaccato alle tradizioni del paese ed è fidanzato con Cristina, studentessa di medicina a L&#8217;èAquila. Giuseppe, figlio di un emigrante siciliano, lavora in un&#8217;officina per mantenersi agloi studi di ingegneria meccanica, ma con l&#8217;ardente speranza di diventare attore.Giovanni, il migliore amico di Antonio, è molto protettivo nei confrontri della coppia Cristina-Antonio e spesso, proprio per questo, si scontra con gli altri membri del gruppo. Sara, amica di Cristina, molto disinibita, figlia di un facoltoso imprenditore campano, vive ad Onna sostanzialmente per sottrarsi al controllo dei genitori, e conduce un&#8217;esistenza libertina. Mario, appena laureato in medicina,, di famiglia ricca, occupa tutto il suo tempo con l&#8217;unico scopo di sedurre più donne possibile, e, con uno stratagemma, riesce ad attrarre Cristina. Antonio, a sua volta, viene circuito da Sara. Mario, per far colpo su Cristina, aveva approfittato del grande amore di lei per le persone sofferenti, prospettandole la falsa opportunità di partire per una inesistente missione umanitaria in Uganda&#8230; Giovanni però scopre l&#8217;imbroglio e si reca da Antonio, trovandolo a letto con Sara.. Cristina intanto, a casa sua, sta preparando i bagagli per partire con Mario.. A pochi chilometri, Giuseppe esce dal teatro dell&#8217;Aquila con il contratto di protagonista di uno spettacolo e, felice, corre a comunicarlo a Cristina verso la quale nutre segretamente una grandse passione.<br />
Anche Antonio, Giovanni e una poco convinta Sara, al fine di smascherare Mario e chiarire la situazione, vanno da Cristina. I sei si ritrovano così tutti assieme e ne nasce, inevitabilmente, un&#8217;accesa discussione che si protrae per molte ore&#8230;</p>
<p>Ed ecco, alle ore 03.32 una devastante scossa di terremoto distrugge quasi completamente il paese di Onna. Scene di panico, tragedia, morte: Giuseppe rimane sotto le macerie&#8230; Antonio, a mani nude, scava fra le macerie trovando il nonno agonizzante, che ha la forza di rivolgere al nipote un&#8217;ultima parola di speranza&#8230; Tutt&#8217;intorno, scene apocalittiche, quasi tutto il paese raso al suolo, i superstiti che piangono, urlano, si disperano&#8230; I media comunicano la catastrofe ed inizia una mobilitazione generale di solidarietà. Tutto viene ricompattato dalla comune opera di vicendevole aiuto: anche tra i giovani protagonisti del film i dissidi passati, le incomprensioni, gli inganni vengono di colpo ricomposti dalla morte, lasciando spazio alla solidarietà e all&#8217;impegno.<br />
I giovani si prodigano nelle tendopoli collaborando nell&#8217;opera di assistenza e aiuto. Arriva inaspettata a dare una mano per la ricostruzione anche una delegazione di tedeschi, guidata dal nipote di quel soldato che più di sessant&#8217;anni prima aveva mostrato il suo dissenso silenzioso per la strage e compassione per le vittime. Antonio e Cristina tornano insieme, lei lavora come assistente psicologica dei traumatizzati dal sisma, Sara mette a disposizione dei soccorsi un&#8217;ingente somma di denaro fatta arrivare dai genitori, Mario vende la sua lussuosa fuoriserie per acquistare due autoambulanze. Anche Giovanni si dà da fare per aiutare ed assistere tutti, mentre Antonio propone di organizzare uno spettacolo teatrale in un teatro tenda in memoria di Giuseppe, con il ricavato a favore della ricostruzione.<br />
Il progetto viene portato avanti e realizzato con grande successo, sia artistico che economico. Dalla tragedia emerge la solidarietà di tutta l&#8217;Italia, e il microcosmo dei sei protagonisti, uno dei quali vittima egli stesso del terremoto, viene positivamente influenzato dal dramma, e i giovani maturano una nuova coscienza, la consapevolezza che una nuova vita rinascerà dalle macerie materiali e spirituali, e la constatazione che, anche quando tutto sembra distruggersi, &#8220;l&#8217;amore non crolla mai&#8221;.</p>
<p><strong>Claudio Esposito</strong></p>
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		<title>Puglia, terra di sole ed arte, ha ospitato Arnaldo Dini</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 13:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Turriziani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Arnaldo Dini]]></category>

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		<description><![CDATA[A Rodi garganico, una piccola cittadina della puglia collocata sulla montagna del sole, tutta concentrata verso il nascente porto e nell’attrarre stelline e tronisti di turno, qualcuno finalmente incomincia a pensare che  forse ci vorrebbe qualcosa di più. Oltre alla pessima idea di far dipingere un paese con murales anonimi e tutti uguali,opinione che può essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11400" title="arnaldo-dini" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/arnaldo-dini-150x150.jpg" alt="arnaldo-dini" width="150" height="150" />A <strong>Rodi garganico</strong>, una piccola cittadina della puglia collocata sulla montagna del sole, tutta concentrata verso il nascente porto e nell’attrarre stelline e tronisti di turno, qualcuno finalmente incomincia a pensare che  forse ci vorrebbe qualcosa di più. Oltre alla pessima idea di far dipingere un paese con murales anonimi e tutti uguali,opinione che può essere contestata, ci  si ricorda che questa terra è stata meta di artisti di grosso calibro:da <strong>Pazienza</strong> ad <strong>Alfredo Bortoluzzi </strong>.</p>
<p>Così l’elegante<strong> caffè dei fratelli Caputo</strong>, gestito amabilmente dalla signora Maria , un amante dell’arte, appena  aperto ha voluto ospitare i quadri <strong>del maestro Dini</strong>, qui in vacanza.</p>
<p>Un  occasione, non solo per far conoscere il maestro parmigiano ai Rodiani, ma per  incominciare a pensare seriamente ad un caffè letterario”,dice la proprietaria.<br />
Non saranno esposte tutte le opere, ma solo alcune. I dipinti esposti fino al 31luglio, giorno della partenza del maestro che tornerà<br />
ai suoi  corsisti, ha avuto un afflusso consistente di amanti dell&#8217;ottima arte.</p>
<p>Una piccola chicca, il maestro ha collaborato con l&#8217;università di Bologna con laboratori,per  l&#8217;apprendimento di una didattica alternativa.</p>
<p><a href="http://www.arnaldodini.it">http://www.arnaldodini.it</a></p>
<p><strong>Arnaldo Dini</strong> é nato a Corniglio nel 1935. É diplomato in Arte Applicata e vive  a Parma dal 1960. La sua ricerca artistica é cominciata negli anni Cinquanta e  si é snodata in modo personale partendo dal figurativo e approdando allo stile  attuale. Ha eseguito numerosi quadri di grandi dimensioni, restauri ed  affreschi in edifici pubblici e privati di Parma e provincia, per la realizzazione dei quali ha sperimentato sulla superficie pittorica un nuovo procedimento tecnico di sua invenzione.</p>
<p>Tra i più importanti:<br />
• 1970 “La Resurrezione”, 4,50&#215;5 m, Chiesa di S.Evasio, Parma.<br />
• 1972 “Weed-end”, 6&#215;3, 15 m, Villa Notari, Corniglio, Parma.<br />
• 1974 “I figli dei fiori”, 4, 60&#215;2, 80 m, Parma.<br />
• 1975 “Estate sul Po”, 5&#215;3 m, Villa Luisa, Roccabianca, Parma.<br />
• 1978 “Ascensione”, 12 mq, Cappella Manelli, Fidenza, Parma.<br />
• 1979 “L&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo”, 12&#215;3 m, Parma.<br />
• 1980 “I donatori di sangue”, 1&#215;2 m, Sissa, Parma.<br />
• 1987 “Dimensione cosmica” - “Maternità” - “Ricerca esistenziale” , 6 mq, Parma.</p>
<p>Dagli anni Sessanta ha esposto in numerose gallerie, Enti pubblici e<br />
Fiere d&#8217; arte. Ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica ed é stato invitato  come membro della giuria e come ospite d&#8217;onore in diversi concorsi di pittura.<br />
Ha contribuito a valorizzare il territorio parmense attraverso<br />
interventi  artistici e manifestazioni. Tra le esposizioni più significative:<br />
• 1988 Partecipazione alla Biennale Internazionale di Malta.<br />
• 1988 Riconoscimento Gran Premio “Il Quadrato”, Milano<br />
• 1989 Galleria Michelangelo, Firenze<br />
• 1991 Terzo Premio Concorso Nazionale “Città di Arzachena”<br />
• 1991/92/93 Ha partecipato come autore e coordinatore alle<br />
manifestazioni  “Muro dipinto” a Corniglio e “Murales” a Salsomaggiore Terme<br />
• 1997 Artisti in Fiera, Bologna<br />
• 1998 Galleria Boeri, Salsomaggiore<br />
• 2001 Monastero San Giovanni Evangelista, Parma.<br />
• 2002 Casa &amp; Tavola, Galleria degli Artisti, Reggio Emilia.</p>
<p>Hanno scritto sulla pittura di Dini:<br />
Gianni Cavazzini, Giuseppe Marchetti, Pier Paolo Mendogni, Eugenio<br />
Bassanini,  Giovanni Pettenati, Renzo Bernardelli, Carlo Drapkind, Carlo Nesti, Rino  Tamani, Giacomo Musiari, Stafania Provinciali, Franco Brugnoli, G.Soliani, G. C. Mezzadri, Emma Bernini, R. Vitali, Nando Donnini, Enrico Dall&#8217;Olio, Fabrizio Fusco, Daniela Bigliardi, Vera Franci Riggio, Giuseppe Labate, Giorgio Falossi, Alessandro Bosi, P. Cipriano Carini Osb.</p>
<p>Nella speranza che il maestro ritorni nella splendida Puglia, un augurio sentito per la sua attività artistica.</p>
<p><strong>Nadia Turriziani</strong></p>
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		<title>Il signore degli schioppi” di Gabriele Cremonini e Osvaldo Acquafresca</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Turriziani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Letteratura Italiana]]></category>

		<category><![CDATA[Novità in libreria]]></category>

		<category><![CDATA[gabriele cremonini]]></category>

		<category><![CDATA[Il signore degli schioppi]]></category>

		<category><![CDATA[Osvaldo Acquafresca]]></category>

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		<description><![CDATA[Le loro invenzioni hanno segnato la storia della armi da fuoco, gli archibugi e le pistole Acquafresca sono conservate in importanti musei di tutto il mondo, ma al di fuori di una cerchia di esperti ed appassionati, poco si conosce di questa dinastia di armaioli, che in una località sperduta tra gli Appennini, Bargi nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11395" title="copertina-fronte-il-signore-degli-schioppi" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/copertina-fronte-il-signore-degli-schioppi-150x150.jpg" alt="copertina-fronte-il-signore-degli-schioppi" width="150" height="150" />Le loro invenzioni hanno segnato la storia della armi da fuoco, gli archibugi e le pistole Acquafresca sono conservate in importanti musei di tutto il mondo, ma al di fuori di una cerchia di esperti ed appassionati, poco si conosce di questa dinastia di armaioli, che in una località sperduta tra gli Appennini, Bargi nella val Limentra, diedero vita ad una rivoluzione tecnica che si propagò ovunque, in Europa come in America.</p>
<p>Degli Acquafresca e della loro leggendaria storia si occupa il libro <strong>“Il signore degli schioppi”,</strong> scritto a quattro mani da <strong>Gabriele Cremonini e Osvaldo Acquafresca </strong>per l’editore <strong>L’Arcobaleno di Porretta Terme</strong>. Il libro viene presentato domenica 1 agosto alle ore 18.00 nell’ambito della Fiera del Camugnanese nella Sala Parco - Piazza Kennedy di Camugnano (Bologna). Nell’occasione un collezionista di armi già campione di tiro, Loris Beccheroni, mostrerà uno degli archibugi Acquafresca della sua raccolta.</p>
<p>Il libro racconta la vicenda degli Acquafresca, che per due secoli diedero gloria e vanto alla vallata proiettandosi sulla scena internazionale da protagonisti, ma svela anche alcuni retroscena: perché mai da Cecchi che erano divennero Acquafresca? Dove sono finiti tutti i loro impareggiabili disegni tecnici? Chi rubò loro la geniale invenzione della retrocarica a ripetizione, base dell’evoluzione successiva delle armi da fuoco? Attraverso il diario del più famoso di loro, Matteo, è poi possibile fotografare la vita tra i monti tra fine Seicento ed inizio Settecento.</p>
<p>Dopo la “prima” a Camugnano, questi gli altri appuntamenti con “Il signore degli schioppi” e i suoi autori: mercoledì 11 agosto alle 20.30 nel Castello Manservisi di Castelluccio (BO); venerdì 13 agosto alle 18.00 nell’aietta del centro storico di Pracchia (PT); sabato 21 agosto alle 18.30 alla Festa medievale di Castel di Casio (BO).</p>
<p><strong>Nadia Turriziani</strong></p>
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		<title>Sul filo sottile del desiderio, la prima prova di letteratura erotica di Nadia Turriziani</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 08:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Radicia</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[passione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante volte nella vita di una donna si incontrano crisi e rinascite? Con quanta dolcezza e forza ogni donna deve ogni volta ripartire da se stessa per costruirsi un domani nuovo, migliore?
“Sul filo sottile del desiderio” è il primo libro erotico di Nadia Turriziani, caporedattrice della sezione cultura Periodico Italiano e dell’inserto di cultura Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11381" title="sul-filo-sottile-del-desiderio1" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/sul-filo-sottile-del-desiderio1-150x150.jpg" alt="sul-filo-sottile-del-desiderio1" width="150" height="150" />Quante volte nella vita di una donna si incontrano crisi e rinascite? Con quanta dolcezza e forza ogni donna deve ogni volta ripartire da se stessa per costruirsi un domani nuovo, migliore?</p>
<p><strong>“Sul filo sottile del desiderio” è il primo libro erotico di Nadia Turriziani,</strong> caporedattrice della sezione cultura <strong><a title="Periodico Italiano" href="http://www.periodicoitaliano.it/">Periodico Italiano</a></strong> e dell’inserto di cultura <strong><a title="Tra gli scaffali" href="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info/">Tra gli scaffali</a></strong>. Uno stile fresco, immediato, un racconto delle gioie e dei dolori di una donna quarantenne che affronta come se fosse la prima volta la <strong>passione, l’eros e l’amore </strong>e che, sebbene alle prese con la difficoltà di riconquistare l’amore e il rispetto per se stessa dopo una cocente delusione, giunge infine a incrociare di nuovo sulla sua strada l’amore e vivere un’altra seducente e meravigliosa esperienza.</p>
<p>Una trama che tocca esperienze importanti della vita umana, prime tra tutte la famiglia e l’amore, una storia già problematica che si complica con un improvviso colpo di scena che metterà la protagonista di fronte ad una scelta difficilissima, che la obbligherà a scegliere tra due delle persone più importanti della sua vita.</p>
<p>Barbara, venti anni di matrimonio e tre figlie, dopo una lunga vita di coppia si trova ad affrontare una delle esperienza più dolorose nella vita di una persona: la fine della serenità coniugale, un tradimento, la difficoltà di vivere una condizione di singletudine sulla quale si affacciano spesso le ombre della nostalgia e della rassegnazione davanti a una situazione non cercata ma inevitabile. Il formarsi di un triangolo amoroso che sembra quasi risolversi per il meglio, quando di nuovo il suo rapporto di coppia vede l’intrusione di lei, l’altra donna che torna a riprendersi l’ambito oggetto del desiderio.</p>
<p>I sentimenti, i turbamenti e le paure di Barbara, le scene di sesso appassionato descrivono senza timori e volgarità la vita e gli amori di una donna che ricomincia da zero la sua vita una volta raggiunti i temuti ‘anta’, un traguardo temuto da molte, ma dal quale Barbara ha la forza ed il coraggio di reinventarsi e di cercare, per il suo bene, di vivere ciò che di bello ha da offrire il nuovo.</p>
<p><strong>Nadia Turriziani</strong>, nata a Massafra (Taranto) nel 1964 vive e lavora come giornalista a Latina. Attualmente collabora con la testata principale di “Periodico Italiano” come caporedattrice di cultura e curando, sempre come caporedattrice, l’inserto “Tra gli scaffali”. Sul web scrive per “Tifeo” e “Parvapolis”, la sua penna passa poi sulla carta per il “Settimanale di Latina”. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari vincendo il terzo posto della “XX edizione del Premio internazionale letterario d’arte e cultura Giuseppe e Gioacchino Belli” con il racconto <em>La villa degli orrori </em>ed è stata insignita nel 2007 del diploma d’onore nel concorso internazionale “Amico Rom” con la poesia <em>Il tuo sorriso</em> e poi nel 2008 nel concorso Nazionale indetto dall’Università della Calabria con la poesia <em>La mia sfida</em>. Ha all’attivo numerose pubblicazioni: &#8220;Le verità nascoste&#8221;, racconto pubblicato nel 2006 per la Ego; le poesie &#8220;Ti regalerò una rosa&#8221;, &#8220;Il coraggio di amare&#8221;, &#8220;Vite sportive&#8221;, &#8220;Il profumo del tuo corpo&#8221;, &#8220;Filastrocca di Natale&#8221;, &#8220;Lascia che io ti ami&#8221;, &#8220;Il girotondo della pace&#8221;, &#8220;Roma-Verona. L´autostrada del desiderio&#8221;, &#8220;Nel triste ricordo di te&#8221; e &#8220;Io Barbara…O Charlie Sastre&#8221;, pubblicate in varie Antologie per la Perrone Editore tra il 2007 e il 2008; la fiaba Il volo degli angeli per la Poggio Editore nel 2008; Il grande derby per la Bradipolibri nel 2008; Odo una musica, Indugio, La donna del poster, Pioggia e Nel silenzio terrificante della notte, pubblicati per Aletti Editore nel 2008.<br />
<strong><br />
Sul filo sottile del desiderio è il suo primo libro erotico</strong>. Una scommessa con sé stessa e con la <strong>casa editrice &#8220;Diamond&#8221;</strong> che l´ha voluta come apri fila delle pubblicazioni future.</p>
<p>Sul filo sottile del desiderio:<br />
Nadia Turriziani<br />
COLLANA: Red Passion<br />
PAGINE: 96<br />
PREZZO: € 10,00<br />
ANNO DI EDIZIONE: 2010<br />
IN LIBRERIA: Maggio<br />
ISBN: 978-88-96650-03-5</p>
<p>Per il tuo impegno e la tua penna Grazie Nadia, a nome di tutta la redazione.</p>
<p><strong>Radicia Sara</strong></p>
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		<title>La Perla Modenese è autentica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 05:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Di Benedetto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Importante scoperta quella fatta da Mario Scalini , soprintendente alla cultura di Modena e Reggio Emilia, subito si era accorto delle fattezze troppo raffaellesche del dipinto, ha quindi disposto un esame accurato del quadro.
Il quadro in questione era oramai facente parte dei depositi della galleria estense di Modena, quasi dimenticato. Gli esami in questione sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-11343" title="raffaello-sanzio-le-geometrie-dei-coniugi-doni" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/raffaello-sanzio-le-geometrie-dei-coniugi-doni.jpg" alt="raffaello-sanzio-le-geometrie-dei-coniugi-doni" width="56" height="80" />Importante scoperta quella fatta da<strong> Mario Scalini</strong> , soprintendente alla cultura di Modena e Reggio Emilia, subito si era accorto delle fattezze troppo raffaellesche del dipinto, ha quindi disposto un esame accurato del quadro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Il quadro in questione era oramai facente parte dei depositi della galleria estense di Modena, quasi dimenticato. Gli esami in questione sono stati effettuati da <strong>Lisa Venerosi Peciolini</strong> tramite la tecnologia <strong>Multilyers</strong>, una nuova risorsa scientifica non invasiva che permette di osservare i diversi strati del dipinto senza danneggiarlo, hanno confermati gli importanti sospetti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">La stessa Peciolini da Firenze commenta così :”<em>Il fatto che la tavola con il dipinto fosse stata più volte restaurata, nel ‘600 e nell’800, sottolinea come fosse tenuta in considerazione. Le analisi effettuate sotto gli strati di restauro, che hanno via via nei secoli addolcito la figura rendendola più affine ai gusti successivi, hanno poi potuto svelare il disegno originario e non smentire l’intuizione di Scalini</em>“</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Mario Scalini : “<em>Il dipinto è del maestro di Urbino, frammento superstite della prima redazione della celeberrima ‘Madonna della Perla’ oggi conservata al museo del Prado di Madrid</em>“; e aggiunge :“<em>Non appena ho avuto sotto gli occhi il dipinto, una tavola di 35 x 30 centimetri, ho pensato quanto quella ‘copia’ fosse particolare. Il primo indizio è stato il tratto finissimo del disegno, ma a mettermi sulla strada giusta anche la cornice, una superba cornice di ‘galleria’ seicentesca, inusuale se la ‘testa’ fosse stata di poco pregio</em>“ .</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Oltre alla scienza anche la documentazione della galleria attesta la presenza tra le opere di una testa di Madonna di Raffaello in un inventario del 1663. Intanto già si fa una stima del valore del dipinto, attorno ai <strong>30 milioni di euro</strong><span style="font-weight: normal;"> poiché un quadro dalle dimensioni simili del celebre maestro italiano è stato battuto all&#8217;asta per 29 milioni di euro.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Adriano di Benedetto</strong></p>
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		<title>Giornalismo e nuovi media, l&#8217;informazione al tempo del citizen journalism</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 05:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Radicia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Novità in libreria]]></category>

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		<category><![CDATA[Giornalismo e nuovi media]]></category>

		<category><![CDATA[sergio Maistrello]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa accomuna la protesta iraniana successiva alla rielezione di Ahadinejad, l’ammaraggio dell’US Airways 1549 sul fiume Hudson e il terremoto dell’Aquila?
Sono tutte notizie, le più sensazionali tra le migliaia altre che sono arrivate sulle redazioni dei giornali e delle televisioni tramite la forma di comunicazione più dirompente di questi anni, il social network. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11356" title="laparteabitatadellarete" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/laparteabitatadellarete-150x150.jpg" alt="laparteabitatadellarete" width="150" height="150" />Che cosa accomuna la protesta iraniana successiva alla rielezione di Ahadinejad, l’ammaraggio dell’US Airways 1549 sul fiume Hudson e il terremoto dell’Aquila?</p>
<p>Sono tutte notizie, le più sensazionali tra le migliaia altre che sono arrivate sulle redazioni dei giornali e delle televisioni tramite la forma di comunicazione più dirompente di questi anni, il social network. Secondo una storia che si racconta spesso parlando dei sei gradi di separazione, se a ognuno di noi fosse collegata una rete grazie alla quale poter raggiungere con le nostre idee dieci persone e queste potessero fare altrettanto, raggiunto il sesto grado ciò che abbiamo diffuso avrebbe raggiunto un milione di persone in totale. La possibilità riguarda tutti gli abitanti connessi del mondo ma è di particolare importanza per chi della produzione di contenuti fa una professione, il giornalista. <em>Giornalismo e nuovi media</em> di <strong>Sergio Maistrello</strong> spiega come e perché fare giornalismo negli anni ’10 sia una questione totalmente differente da quella del passato, quali dinamiche sociali stiano dietro al fenomeno e gli scenari delle possibili evoluzioni future del giornalismo, stampato e no. <strong>Con un’attenzione particolare a ciò che accade nelle testate italiane ed estere, al mondo del blogging e del citizen journalism, il volume, che contiene una messe di utilissime informazioni webgrafiche, è una preziosa panoramica dello stato attuale dell’informazione online e anche una seria riflessione sul ruolo e l’etica del giornalista connesso</strong>.</p>
<p>Non è più necessario come una volta essere un mediatore professionista per entrare nel mondo dell’informazione da produttore di contenuti perché ognuno dal web può raggiungere da solo le idee che lo interessano e tali idee possono essere state prodotte da chiunque, professionista o no. Questa libertà di produrre e accedere a produzioni presenti in grande quantità ha messo in crisi l’industria della carta stampata e messo in difficoltà anche le maggiori testate internazionali, le quali non hanno potuto ancora sfruttare adeguatamente la rete in senso remunerativo. Tuttavia il giornalismo, sebbene messo in difficoltà dalla pletora d’informazioni gratuite in circolazione, sta cambiando in senso non necessariamente negativo, facendo emergere dal “caos creativo” (Luca de Biase) nuove modalità espressione e nuovi modi di essere sociali. Il giornalista del web.2 non si trova più isolato nella sua torre d’avorio, ma ha centinaia, migliaia di contatti con cui interagire direttamente, attraverso i commenti alle edizioni online, attraverso Twitter, Facebook e colonne stesse dei giornali generando contenuti che possono avere, a livello complessivo della rete, degli effetti totalmente inaspettati.<br />
La questioni da porsi oggi per chi scrive riguarda il numero di persone che con il proprio contenuto mediatico o si possano raggiungere, in che modo e attraverso i nuovi canali l’idea di un singolo possa raggiungere la collettività e quali tra i messaggi emessi siano in grado di farcela a superare la ristretta cerchia dei lettori abitudinari ed emergere sugli altri contenuti. È possibile e auspicabile attivare attraverso l’informazione un circolo virtuoso con l’uso del link, la moltiplicazione delle idee e la produzione di contenuti di livello medio alto che fornisca valore a tutta la collettività, proprio perché nel web vige una realtà dove chiunque è in grado di scrivere qualunque cosa e dovrebbe esserci sempre bisogno di una figura che interroghi la realtà con strumenti professionali e mentalità indagatrice. Ecco allora che il giornalista, sfruttando gli strumenti tecnologici che ha a disposizione dovrebbe necessariamente sfruttare la propria professionalità e la potenza di diffusione del web per realizzare una delle tesi di fondo più interessanti del libro: “<strong>Abitare la rete significa guadagnare capitale sociale e reinvestirlo in idee, contenuti e attività</strong>”.</p>
<p><strong>Sara Radicia</strong></p>
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		<title>&#8220;E&#8217; tutto normale&#8221; di Luciano Pagano.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 05:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Turriziani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Novità in libreria]]></category>

		<category><![CDATA[E' tutto normale]]></category>

		<category><![CDATA[Luciano Pagano]]></category>

		<category><![CDATA[lupo editore]]></category>

		<category><![CDATA[Nadia Turriziani]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dopo il primo romanzo di successo dal titolo “Re Kappa” (Besa editrice 2007) Luciano Pagano si rimette nuovamente in gioco con  “E’ tutto normale”  (Lupo Editore) in uscita per il mese di giugno.
Un incrocio casuale dei destini. Congiunture alchemiche che tutto creano e tutto distruggono.
Pagano utilizza ad arte un linguaggio proprio, a dir quasi contemporaneo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11362" title="e-tutto-normale" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/e-tutto-normale-150x150.jpg" alt="e-tutto-normale" width="150" height="150" /></p>
<p>Dopo il primo romanzo di successo dal titolo “Re Kappa” (Besa editrice 2007) <strong>Luciano Pagano</strong> si rimette nuovamente in gioco con  “<strong>E’ tutto normale”  (Lupo Editore</strong>) in uscita per il mese di giugno.</p>
<p><em>Un incrocio casuale dei destini. Congiunture alchemiche che tutto creano e tutto distruggono.</em></p>
<p>Pagano utilizza ad arte un linguaggio proprio, a dir quasi contemporaneo per descrivere un mondo, quello  dell’amore forte e contrastato di una coppia di omosessuali salentini.</p>
<p>&#8220;Ludovico e Carlo sono una coppia di omosessuali salentini: il primo figlio di un prestigioso notaio, il secondo docente universitario di antropologia ed erede di una importante azienda casearia. Nella bella<br />
villa Donini, circondata da una vasta tenuta, insieme hanno cresciuto Marco, figlio di Carlo e di Eleonora, deceduta per una grave malattia un mese dopo la nascita del bambino da lei tanto desiderato al punto<br />
di rinunciare a curarsi per farlo vivere.<br />
I due stanno aspettando con estrema ansia il giovane, che si è brillantemente laureato in architettura ed ha annunciato l’arrivo a casa in compagnia di Kris. La trepidazione è dovuta alla consapevolezza  che il ragazzo ha intenzione di condividere con la famiglia una relazione importante.<br />
In realtà anche Marco è molto agitato durante il viaggio che da Roma lo riporta in Salento: a suo fianco c’è Kris, alla quale ha per anni nascosto la “anomalia” della propria famiglia.&#8221;</p>
<p><em>Hanno scritto del suo esordio letterario</em>:<br />
“Vi è qualcosa di stralunato, nella sintassi aggrovigliata e furiosa  di Pagano; qualcosa di brutale – di poco letterario – […] una sorta di agnizione delle «buone maniere» letterarie, per rifondare tutto a<br />
partire dallo stomaco, dalle «viscere», dagli umori (non c’è terra, in fondo, più umorale e incendiaria del Salento)” Andrea Di Consoli su &#8220;L&#8217;UNITA&#8217;&#8221;</p>
<p>“&#8230;un Candido minore, ironico e leggero, all’avventura nel «migliore dei mondi possibili», quello della cultura, un mondo tanto bello che non di rado fa quasi schifo.”Michele Trecca su “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” (13 maggio 2007)</p>
<p>“Pagano vuole rappresentare quell’incrocio casuale di destini oppure quel verificarsi di congiunture che a volte annodano un’esistenza – o una rete di esistenze – ad uno scartafaccio, quella sorta di magia che<br />
dal nulla crea una straordinaria testimonianza del proprio essere ed esistere con le figure e gli intrecci di un universo fatto di parole.“<br />
Antonio Errico  sul “NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA”</p>
<p>“C’è scrittura in Pagano, così come atmosfera, e il tutto è reso in un linguaggio contemporaneo, ma in uno stile che guarda al post moderno, con inserti strumentali mutuati dal passato. Sta nascendo uno scrittore a 360 gradi“ Antonella Casilli  su “TEATRO NATURALE”</p>
<p>L&#8217;Autore: <strong>Luciano Pagano</strong> ha pubblicato il suo primo romanzo “Re Kappa” (Besa Editrice), nel 2007. Nel febbraio del 2008 si classifica terzo al concorso “Creative Commons Noir“, indetto da Stampa Alternativa,  con il racconto “Apocalisse di Giovanni“, nello stesso anno è tra i vincitori del concorso Subway Letteratura (presidente della giuria Oliviero Ponte di Pino), con il racconto intitolato “Testimone mancato“. Dal 20 marzo del 2008 collabora con la redazione del quotidiano “Il Paese Nuovo”.<br />
“È tutto normale” è il titolo del suo secondo romanzo.</p>
<p>Titolo: <strong>“È tutto normale</strong>” </p>
<p>Autore:  <strong>Luciano Pagano</strong></p>
<p>Casa Editrice: <strong>Lupo Editore</strong></p>
<p>collana INBOX (LUPO EDITORE) a cura di Miccoli Antonio</p>
<p><strong>Nadia Turriziani</strong></p>
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		<title>È morto Schatzman, padre dell’astrofisica e ideatore della teoria del riscaldamento solare</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 05:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Napoletano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[People]]></category>

		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>

		<category><![CDATA[évry schatzman]]></category>

		<category><![CDATA[teoria del riscaldamento solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande lutto nel campo della scienza: lo scienziato Evry Schatzman, 89 anni, è morto nella sua casa di Parigi lo scorso 25 aprile 2010. Lo scienziato è stato una fra le migliori menti dell’astrofisica contemporanea, un vero e proprio specialista del settore.
Nato il 16 settembre 1920 a Neuilly-sur-Seine, Schatzman iniziò gli studi presso l&#8217;École Normale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11348" title="evely" src="http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/evely-150x150.jpg" alt="evely" width="150" height="150" />Grande lutto nel campo della scienza: lo scienziato <strong>Evry Schatzman</strong>, 89 anni, è morto nella sua casa di Parigi lo scorso 25 aprile 2010. Lo scienziato è stato una fra le migliori menti dell’astrofisica contemporanea, un vero e proprio specialista del settore.</p>
<p><strong>Nato il 16 settembre 1920 a Neuilly-sur-Seine</strong>, Schatzman iniziò gli studi presso l&#8217;École Normale Superieure. In seguito all&#8217;invasione della Francia da parte dei nazisti, fu costretto a lasciare Parigi con la sua famiglia di origine ebrea e a rifugiarsi a Lione. Dopo la seconda guerra mondiale iniziò a lavorare al Centre <strong>National de la Recherche Scientifique</strong>. Ha lavorato presso l&#8217;Osservatorio di Copenaghen e la Princeton University prima di diventare docente dell&#8217;Università di Parigi, dove occupò la prima cattedra di astrofisica creata in Francia.<br />
L&#8217;uomo, considerato il padre dell&#8217;astrofisica francese, è stato autore di importanti scoperte sulla struttura stellare.<br />
Ma non è tutto. Schatzman si affermò a livello internazionale nel 1949 quando avanzò la sua teoria del riscaldamento solare attraverso le onde: l&#8217;astrofisico ipotizzò che fossero le onde a portare energia dall&#8217;interno del sole fino alla corona, in particolare le onde magnetoacustiche.</p>
<p>Fin dagli esordi lo studioso si è sempre occupato di struttura e conformazione delle stelle, con particolare attenzione alle “nane bianche“, ovvero stelle di piccole dimensioni e con una bassissima luminosità, scoprendo che l’atmosfera di queste particolari stelle è gravitazionalmente stratificata, a partire dagli elementi più leggeri all’esterno, seguendo poi gli elementi più pesanti con la vicinanza al cuore della stella.</p>
<p>L&#8217;astrofisico ha ricoperto numerose cariche: Evry Schatzman è stato il fondatore del Laboratorio di Astrofisica di Meudon nel 1974 e due anni più tardi, è stato chiamato a dirigere l&#8217;Osservatorio di Nizza e poi quello di Parigi. Lo scienziato è autore di numerosi libri di divulgazione scientifica, oltre che di studi specialistici.<br />
Il mondo dice addio a un uomo dall’incredibile intelligenza ed ingegno lasciando ai suoi successori l’arduo tentativo di raggiungere il suo livello.</p>
<p><strong>Ilaria Napoletano</strong></p>
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