“Il cinese” di Henning Mankell

Posted by Antonella Gilioli on Jul 12th, 2009 and filed under Noir, Recensioni, Romanzi, Thriller. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

mankell
Henning Mankell, Il cinese, traduzione Giorgio Puleo, Collana Farfalle, Editore Marsilio, pp. 592, Euro 19.00

Il thriller si snoda alla ricerca della soluzione di un mistero apparentemente inspiegabile: la ferocia plurima e senza precedenti, di uno o più colpevoli, che si è abbattuta su un paesino svedese (di fantasia). Partendo dalla natura incontaminata, sprofondata nella neve e nel silenzio naturale del lungo inverno nordico, la trama progredisce con un’intensità straordinaria e meticolosa infittendosi sempre di più, senza perdere in leggibilità e chiarezza, riuscendo ad avvincere qualunque tipo di lettore, anche quello non avvezzo alla giallistica, fin dalle prime pagine. Ma con “la pazienza e il tempo, perché anche queste sono distanze“, la tenacia sarà premiata, anche con l’intervento dei casi fortuiti della vita, e lentamente, alla fine dell’autunno, tutte le pedine torneranno perfettamente al loro posto.

La trama assume un andamento corale per via dell’intervento di numerosi personaggi perfettamente delineati, impegnando non più un singolo detective, come nella serie del commissario Kurt Wallander, ma diversi protagonisti, che saranno coinvolti in misura diffrente nel diramarsi di numerose storie. Le ambientazioni ricostruite mirabilmente porteranno sempre più lontano dalla semplicità del villaggio svedese iniziale, lungo excursus spazio-temporali appartenenti alla grande Storia mondiale. Quando si tornerà inevitabilmente al punto di partenza, ma questa volta con l’incognita enigmatica chiarita, sarà stato compiuto un lungo viaggio storico, politico e sociale. Un giudice donna, cavalcando dapprima l’onda emozionale per ricercare verità personali, sarà condotta dai giochi del caso al centro di un perfido vortice intestino alle quinte del governo cinese. La donna diventerà quindi un pericoloso testimone dei giochi di potere dei nuovi mandarini assorbiti nella preparazione delle Olimpiadi e nella corsa verso il palcoscenico internazionale, ma tralasciando di fare i conti con l’assetto democratico del Paese. Ecco che quindi, dalla solitudine del gelo nordico si finirà catapultati in un altrove lontano (Nevada, Londra), ma anche lontanissimo: il secolo scorso, la Cina e l’Africa del Mozambico e dello Zimbabwe. Quindi ci si troverà a fianco dei tantissimi lavoratori cinesi, deportati dalle campagne per lavorare come schiavi alla costruzione delle ferrovie nord americane a metà ‘800, poi nella crisi delle strutture fondamentali dello Stato capitalista, passando dagli standard sociali di Pechino sotto la durezza di Mao Tse-Tung alle enormi trasformazioni della Repubblica nell’ultimo ventennio, con la nuova economia imprenditoriale in mano ai gangster. I nuovi interessi si dirigeranno verso l’Africa, continente di leader e di dittatori, terra vergine da sfruttare a livello economico, scenario dei grandi drammi nel XIX secolo.

Henning Mankell è nato a Stoccolma il 3 febbraio 1948. Nonostante la passione per la lettura (avventure in Africa), la musica, e la scrittura (a sei anni, scrive una pagina su Robin Crusoe), ha lasciato la scuola a 16 anni per imbarcarsi e viaggiare. Ritornato in Svezia a vent’anni, ha iniziato a lavorare in teatro. Nei primi anni ’70, finalmente è riuscito a partire per l’Africa (Guinea-Bissau, Zambia, ecc.). Dal 1986 dirige il Teatro Avenida nella capitale dello Mozambico, Maputo, dividendosi con la Svezia: “Io sto con un piede in mezzo alla neve e un piede nella sabbia“. E’ attivamente impegnato nella lotta contro l’AIDS, anche con il progetto dei “libri della memoria”, e nelle questioni africane in generale.

A partire dalla sua prima pubblicazione (The Stone Blaster) in Svezia, nel 1973, Mankell ha venduto più di 30 milioni di libri ed è stato tradotto in 41 lingue diverse. Pluripremiato, nel 2008 è risultato il nono autore più venduto nel mondo; nello stesso anno, il suo nuovo thriller Il cinese è stato pubblicato contemporaneamente in sette Paesi. In Italia, è uscito nel giugno 2009 ed è subito salito nella classifica delle vendite (35.000 copie nelle prime due settimane). In tutta Europa è stato giudicato come il miglior lavoro di Mankell.

Oltre alla fortunatissima serie del commissario Kurt Wallander (più di 10 milioni di copie vendute nel mondo, film TV, miniserie), alla ricca produzione di letteratura per l’infanzia e per il teatro, tra i romanzi tradotti in Italia: Scarpe italiane (Marsilio, 2008), Il cervello di Kennedy (Mondadori, 2007), Il ritorno del maestro di danza (Marsilio, 2007), Nel cuore profondo (Mondadori, 2004), Il cane che inseguiva le stelle (Fabbri, 2002), Il segreto del fuoco (Fabbri, 2001), Comédia infantil e Il figlio del vento (Marsilio, 2000), Joel e le lettere d’amore (Fabbri, 1991)

2 Responses for ““Il cinese” di Henning Mankell”

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  2. Antonella Gilioli says:

    Thank for your comment! I am very happy! I also always read, when I have time…

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