Deserto della Namibia, Angola, fine degli anni ‘80. Uno sparuto gruppo di soldati cubani è ridotto allo sbando dopo una logorante guerra civile durata cinque anni tra il governo centrale marxista appoggiato dai sovietici e altri movimenti filo-occidentali.
Freddo, paura di morire, fame, sfociano in cannibalismo. Da allora il bisogno di carne umana diventa per il protagonista del libro una terribile eredità, un’ossessione, una necessità.
Dopo il ritorno a Cuba il militare è un vedovo e padre esemplare e contemporaneamente un assassino spietato, divoratore di bambini, che sceglie metodicamente le sue vittime tra la miseria dell’Avana, in un monologo lucido e allucinato in bilico tra l’horror e il reportage.
Il racconto, infatti, è anche uno spunto per parlare di Cuba e delle sue contraddizioni politiche, essendo l’autore Gordiano Lupi grande studioso del Paese e traduttore del celebre “Generación Y” della blogger Yoani Sánchez.
Una metafora a un passo dalla realtà, uno storia volutamente “nera” di un viaggio nella follia che può intaccare anche il più comune degli uomini a cavallo tra riti tribali e modernità.
Collana Walkie Talkie. Edizioni Perdisa Pop. 125 pagine, 12 euro. Disponibile nelle librerie dal 23 settembre.
Elisa Bonomo
Grazie! Troppo buona. Non sono un grande studioso…
Lupi