La baracca dei tristi piaceri di Helga Schneider

Posted by Maria Grazia d Errico on Oct 23rd, 2009 and filed under Novità in libreria, Recensioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

la-baraccaLa scrittrice polacca, naturalizzata italiana Helda Schneider, che da  bambina fu una piccola ospite del Führer,  squarcia il velo dell’ultimo tabù e con il suo ultimo romanzo La baracca dei tristi piaceri. Il sesso forzato come strategia del nazismo,  edito da Salani, affronta  una delle pagine più inquietanti  e meno note del nazismo.
“Stava lì l’aguzzina delle SS capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l’uniforme impeccabile. Stava lì e pronunciò con sordita cattiveria: “ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. E’ meglio che ti rassegni: d’ora in poi potrai fare la puttana per cani e porci”.

La voce narrante è quella dell’anziana Frau Kiesel che parla alla giovane  Sveva, alla quale racconta la sua tragedia, e quella delle altre donne torturate e sottoposte ai  viziosi abusi delle SS e dei prigionieri maschi, confessando un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all’interno degli stessi campi di concentramento, in base a una agghiacciante  strategia per confinare l’omosessualità. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi per sesso tristissimo. Donne che alla fine della guerra, invece di denunciare,  fecero di tutto per nascondere quel dramma inconfessabile seppellito dentro di sè. In questo nuovo capitolo della memoria storica , l’autrice,  descrivendo il silenzio della vergogna, continua a dare testimonianza di ciò che è stato,  perchè non si ripeta mai più e a rendere un coraggioso omaggio a tutte le donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia.

Helga Schneider, classe 1937, nata a Steinberg (ora Polonia) ha esordito nel mondo letterario nel 1995 con Il rogo di Berlino che fu un autentico caso editoriale. Negli anni bui del nazismo ha raccontato la sua storia  quando viveva a  Berlino. Nel 1941, quando aveva 4 anni, la madre  abbandonò lei e il fratellino  per diventare prima ausiliaria delle SS e poi guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Bierkenau. La descrizione dei mesi passati nelle cantine dell’abitazione  di  Berlino, totalmente distrutta dalle bombe, la visita nel bunker di Hitler grazie  alla zia, collaboratrice di Goebbels e la  fine della guerra, sono un esempio di alta letteratura libera da  qualsiasi forma di retorica.
Nel 1963  diventata cittadina Italiana si stabilisce a Bologna. Nel 1971 scopre che la sua vera madre è ancora viva e decide di andarla a trovare  a Vienna. A distanza di 30 anni  la madre, le mostra  orgogliosa la divisa nazista. Tenta anche di farla indossare ad Helga e di regalarle dell’oro. Inorridita, Helga scappa e torna a Bologna. Nel 1998 decide di  rivedere la madre anziana per l’ultima volta,  ma questo incontro la fa stare male fisicamente: vuole capire come può un essere umano abbandonare due figli piccoli per inseguire un sogno di morte senza alcuna emozione. Vuole capire a tutti i costi, se è in grado di tagliare definitivamente il legame con lei o se non riuscirà mai a liberarsene del tutto. Da questo incontro  lacerante nasce il libro Lasciami andare, madre uscito in Italia nel 2001; stampato anche in Olanda, in Francia e  in Germania. Tra i suoi libri più noti: Porta di Brandeburgo,  il piccolo Adolf non aveva le cigliaL’usignolo dei Linke. Per Salani ha pubblicato Stelle di cannella (Premio Elsa Morante ragazzi 2003),  L’albero di Goethe e Heike riprende a respirare.
 

Il tempo che passa è un grande dono; peccato che non se ne possa godere in anticipo”

“La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma nel 2009 avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi, omicidi e stupri. Ma come si sarebbe potuta arginare questa deriva durante il nazismo, quando si raccomandava alla gioventù la brutalità come dimostrazione di forza e coraggio, e la prostituzione forzata, ovvero una micidiale forma di violenza, faceva addirittura parte delle strategie politiche del governo di Hitler”?

Titolo: La baracca dei tristi piaceri
Genere: Narrativa Italiana
Autore: Helga Schneider
Editore: Salani
Anno: 2009 p.205, prezzo 14,00

Maria Grazia d’Errico

1 Response for “La baracca dei tristi piaceri di Helga Schneider”

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