Susan Boyle

Posted by Livio Cotrozzi on Nov 16th, 2009 and filed under Musica, People. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

susan-boyle-b4-afterSusan Margaret Boyle (Blackburn, 1° aprile 1961) è una signora d’origine scozzese, figlia di Patrick, minatore veterano della seconda guerra mondiale e da Bridget, una stenografa.

Il padre di Susan, originario dell’Irlanda, era un cantante dilettante. La madre la diede alla luce all’età di 47 anni ed il parto non fu privo di complicazioni, che causarono alla piccola un principio di asfissia. L’incidente provocherà, negli anni a venire, una serie di difficoltà nell’apprendimento, che influirono negativamente anche nella socializzazione rendendola l’oggetto preferito dei compagni di scuola, che a volte la prendevano di mira con atti di bullismo e la soprannominarono Susie the Simple  ( Susie la bonacciona ).

Lasciata la scuola, con una bassissima valutazione, riuscì a trovare il suo unico lavoro che abbia mai fatto come apprendista cuoca presso il West Lothian College di Livingston, per sei mesi. Fu proprio durante quella sua unica esperienza lavorativa, presso il college che iniziò a frequentare il teatro, assistendo alle esibizioni dei cantanti professionisti ed ascoltando in disparte le lezioni di canto che venivano tenute. Cominciò a prendere le sue prime lezioni di canto vere e proprie dal maestro Fred O’Neil, ma le sue esperienze canore si limitavano a semplici esibizioni presso locali , come già faceva il padre Patrick. Iniziò anche a frequentare la scuola di recitazione di Edimburgo e prese parte anche al Fringe, festival artistico della capitale scozzese.

Bisogna aspettare il 1994 per poter vedere Susan partecipare ad una trasmissione televisiva: My Kind of People, cantando la canzone I don’t know how to love Him, tratto dal musical Jesus Christ Superstar, purtroppo il presentatore Michael Barrymore, non nuovo a gesti di disprezzo per i concorrenti del suo show, la derise per la sua semplicità e poca appariscenza ( Lo stesso presentatore venne preso anni dopo a modello da un altro grande della musica inglese, Peter Gabriel, per la sua canzone The Barry Willians Show, dove racconta la grettezza e stupidità della televisione nazionalpopolare).

Nel 1999 la Boyle registrò una traccia per un cd, del quale vennero stampate solo 1000 copie, a scopo benefico, prodotto dalla West Lothian School. L’album si chiamava Music for a Millennium Celebration, Sounds of West Lothian. La performance della cantante scozzese, che cantò Cry me a river era così buona che venne notata non solo dai giornali locali ma anche da alcune testate, alcune delle quali oltre i confini del Regno Unito. Sempre nel 1999, la Boyle registrò alcuni demo, che inviò ad alcuni discografici e talent scout inglesi, tentando così una prima volta la carriera nella musica. Nel disco v’era inciso, oltre a Cry me a river, anche Killing Me Softly with His Song.

Fu probabilmente la morte dell’anziana madre, avvenuta nel 2007 all’età di 91 anni, a dare alla cantante lo sprone a vincere le sue paure e le  frustrazioni sulla propria persona che fino a quel momento le avevano negato il coraggio di tentare con Britain’s got talent e X-Factor.
Così decise di interrompere la sua lunga esperienza musicale di carattere prettamente amatoriale per approdare  nell’ agosto del 2008 alle audizioni principali della terza serie della popolare trasmissione televisiva inglese, Britain’s Got Talent. La sua apparizione e l’esecuzione del brano tratto da Les Misérables: I Dreamed a Dream iniziata sotto lo scetticismo generale, stupì il pubblico al punto tale che più volte, durante l’esibizione si alzò in piedi applaudendo. Susan Boyle, la sempliciotta donna scozzese, certo non bella e dai modi non proprio convenzionali, diventa immediatamente un evento planetario, grazie anche alla diffusione delle sue esecuzioni attraverso i canali web ( viste da circa cento milioni di utenti ).

La sua interpretazione di I Dreamed a Dream è stata ritenuta avere influito molto positivamente sulla vendita dei biglietti per la rappresentazione de Les Miserables di Vancouver.

La sua seconda esibizione al Britain’s Got Talent, avvenuta il 24 maggio 2009, durante la quale Susan cantò la canzone Memories, tratta dal musical Cats, fu un altro successo incredibile. Esecuzione eccellente al punto tale che pur arrivando seconda, nella serata finale, oscurò totalmente i vincitori, ilgruppo di danzatori dei Diversity

La semplicità del suo carattere non la difese dal fortissimo stress accumulato, accentuato da alcune polemiche derivanti da alcuni suoi comportamenti sul palco, Susan Boyle venne ricoverata in una clinica psichiatrica di Londra il giorno dopo la sua sfortunata finale. Durante la sue degenza, durata cinque giorni, le giunsero gli auguri del primo ministro Gordon Brown e venne invitata alle celebrazioni per la festa dell’Indipendenza Americana, a Washington.

Il fenomenale successo ottenuto anche grazie alla diffusione delle sue esibizioni, attraverso i canali internet e sugli altri mezzi mediatici, aggiunta alla simpatia innata l’ha, alla fine, trasformata in una icona culturale, simbolo della rivalsa della meritocrazia, sull’aleatoria fama.

La casa discografica Syco Music, consociata della Sony Music le ha proposto un contratto. Suo produttore e discografico è Simon Cowel. Il suo primo disco ‘ufficiale’ porta il titolo proprio di quella sua fortunata esecuzione al Britain’s Got Talent: “I Dream a dream” in uscita per il 20 novembre 2009 e come una professionista acclarata ha presentato il 9 novembre 2009, negli Usa il singolo: White Horses, una cover del brano dei Rolling Stones, che rende giustizia alla sua semplicità e dedizione, con una delle più belle e serene interpretazioni di questo secolo.

Primo tra i suoi risultati ‘commerciali’ è l’aver ’stracciato’ con le prenotazioni per il suo disco d’esordio, quelle fatte per U2, Bruce Springsteen, i Coldplay o Norah Jones

Susan Boyle ancora oggi, svolge regolarmente attività di volontariato presso la locale chiesa di Blackburn , trascorrendo del tempo con i membri più anziani della parrocchia. Non si è mai sposata, e la sua sola compagnia è il gatto Pebbles.

Livio Cotrozzi

3 Responses for “Susan Boyle”

  1. wow susan has a beuatiful voice, I fell in love the moment she performed ‘i dreamed a dream’. My whole family watched the performance and my mother cried in happiness. It is so beatiful, I am very happy with her singing :)

  2. Taps Tyrone says:

    Susan Boyle is an immensely talented lady who’s been subjected to considerable criticism in the media. IMHO she deserves all of the success that she is currently enjoying.

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