Vi racconto il mio “BlackOut!”

Posted by Elisa Bonomo on Nov 19th, 2009 and filed under Eventi, Musica, teatro. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

black-outHai presente quando stai facendo qualcosa e di colpo va via la luce? Panico. (…) E se per un attimo andasse via la nostra, di luce? Se qualcuno staccasse la spina del nostro flusso perfetto? E’ proprio in quei momenti di silenzio e di grande paura che ti vien voglia di gridare “BLACKOUT!”, cortocircuito…non funziona più niente, non funziono più io.
Lo ammetto, è un po’ strano parlare del mio spettacolo dall’altra parte del palco. Da spettatrice e da “apprendista giornalista”.

Allora ve lo racconterò in maniera insolita ed inedita. Vi spiegherò come sono nati e cresciuti i miei personaggi.
L’idea di “BlackOut!” nasce esattamente l’11 gennaio 2009. Esattamente 10 anni dopo la morte di Fabrizio De Andrè.

Mi ero laureata in ottobre, avevo detto no a diverse proposte di lavoro perchè non le sentivo fatte per me, volevo dedicarmi per una volta a qualcosa che mi appassionasse sul serio. Per una volta volevo scegliere io, e non venire scelta.
Non riuscivo però a smuovermi dal mio stato di apatia, stavo in pigiama fino alle 11 del mattino e spedivo poco convinta curriculum via e-mail. Mi annoiava tutto, niente sembrava andarmi bene.

E poi un giorno mi sono presa una pausa da tutto e da tutti. Mi sono chiusa per ore in biblioteca a leggere, a cercarmi tra i libri e mi è successa una cosa stranissima: ho incontrato tre persone che non vedevo da tempo, che provavano o avevano provato il mio stesso stato d’animo, che avevano fatto il classico botto e non sapevano come ripartire.

E’ stato da lì che è nato tutto: raccontare quattro storie diverse, intrecciate tra di loro per casualità o per volontà, le storie di una neolaureata disoccupata, un prigioniero di guerra e una badante ucraina e la sua cugina prostituta. Le parole mi sono uscite di getto, sembravano non aspettare altro che le mettessi su carta.
Alice, la neulaureata disoccupata, mi è cresciuta dentro. Si è evoluta e ha preso carattere mentre lei stessa si descriveva. Alice abita all’Arcella, il quartiere più multietnico di Padova, si è laureata da poco ma non riesce a trovare lavoro (vi ricorda qualcuno?). Mentre è al computer salta la luce a casa: la totale mancanza di illuminazione la porterà a raccontare la sua vita e altre storie parallele alla sua, quella di Mario e di Gianna, due coniugi in pensione, e quella di Irina e Ilenia, due ragazze ucraine partite in cerca di fortuna.

L’assenza di luce, il “BlackOut!” del titolo appunto, è in  realtà la metafora dell’isolamento: queste quattro storie, accadute in tempi diversi e in situazioni molto differenti, in realtà sono accomunate da uno stato di isolamento forzato. La vicenda di Mario, ferroviere in pensione e prigioniero di guerra, è fortemente ispirato alla figura di mio nonno, morto prematuramente, come pure reale è il ritratto di Irina, pasticciera ucraina emigrata dal suo paese in cerca di fortuna.
Sono tutte storie che mi sono state raccontate dai protagonisti stessi o da chi stava loro vicino e che mi sono servite anche come spunto per alcune canzoni che ho scritto. E’ per questo che ho scelto di inframmezzare al monologo brani cantati o solamente suonati in sottofondo.

Il progetto inizialmente coinvolgeva me e Grazia Raimondo, attrice e nonchè fraterna amica, e poi si è esteso alla cerchia di altri collaboratori che mi hanno dato la loro adesione entusiasti, Valerio Zanella (fisarmonica, basso, pianoforte) e Giulia Ortolan (violino, percussioni). Io alla chitarra e alla voce, Grazia voce narrante nelle vesti di Alice.

Ci siamo accorti che per far capire agli altri determinate situazioni bisogna fargliele vivere attraverso una narrazione. Che includa il quotidiano di tutti. I temi trattati non vanno certo per il sottile: si parla di prostituzione, razzismo, guerra, disoccupazione. Ma lo facciamo sempre alternando la serietà con l’ironia. Come nella vita vera.

Lo spettacolo è già stato rappresentato al Teatro dei Carichi Sospesi di Padova il 31 agosto, ora è stato inserito nella rassegna patavina “Chimere” riservato ad autrici donne nella data dell’8 gennaio. Nel frattempo giovedì 26 novembre sarà in scena al circolo Fahrenheit 451 di Padova, in via Niccolò Tommaseo 96/a (http://www.circolo451.org) e inizierà alle ore 22.00. Io ci sarò di sicuro, e voi?

Per info:
www.elisabonomo.com
www.myspace.com/erinshadow

Elisa Bonomo

3 Responses for “Vi racconto il mio “BlackOut!””

  1. Antonio says:

    Io ho visto lo spettacolo ed è veramente emozionante!

  2. Elisa says:

    Il prossimo spettacolo è ai Carichi Sospesi il 17 febbraio. Per maggiorni informazioni: http://www.myspace.com/erinshadow oppure visitare la pagina facebook di “Erin”

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