“Quella strage, quelle trame antidemocratiche, imposero alla democrazia italiana una prova da superare: saper guardare dentro a se stessa e guarire dal suo male o accettare di conviverci e farsene consumare. Quella prova la democrazia italiana non ha saputo superarla: c’è un debito di verità e giustizia da assolvere, ma la Repubblica non è mai riuscita a saldarlo” - scrive - Aldo Giannuli consulente procuratore a Bari e Milano, Pavia e Brescia, Roma e Palermo, esperto di stragi - e aggiunge - “Piazza Fontana non è una storia: è un groviglio inestricabile di storie, un intreccio informe e debordante di uomini e cose” (dalla prefazione).
Sono queste le parole che meglio descrivono il contenuto del libro-fumetto di Francesco Barili e Matteo Fenoglio. Il libro uscito per le edizioni “Becco Giallo” nella collana “Cronaca Storica”, si propone di parlare di un tema ancora così scottante, una delle stragi più discusse e ingarbugliate dell’Italia di fine anni ‘60, con una delle arti di comunicazione più vicina al pubblico giovanile: il fumetto.
La storia, la stessa che ha catalizzato i media dell’epoca e di cui ancora oggi si parla così tanto, è rimasta paradossalmente oscura poiché molte sono le verità nascoste ancora da svelare e molti gli interrogativi scomodi.
“Milano, 12 dicembre 1969. La Banca Nazionale dell’Agricoltura, al civico 4 di Piazza Fontana, è affollata per le contrattazioni del mercato agricolo che per tradizione si tengono di venerdì. Alle 16.37, nella sala principale della banca, esplode una potentissima bomba al tritolo collocata in modo da provocare il massimo numero di vittime: piazzata sotto il tavolo che si trova al centro del salone riservato ai clienti, di fronte agli sportelli. Il bilancio delle vittime è devastante: 17 morti e 88 feriti. Nei giorni successivi alla strage, solo a Milano, vengono fermate e interrogate 84 persone tra anarchici, militanti di estrema sinistra, appartenenti a formazioni di destra. Il primo a essere convocato è il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, chiamato in Questura poche ore dopo l’esplosione. A interrogarlo è il commissario Calabresi, che guida l’inchiesta sulla strage che segna l’inizio della strategia della tensione e apre il sipario sui dieci anni più controversi e bui della più recente storia italiana”(dalla prefazione).
Dopo quarant’anni la vicenda è sempre più insabbiata. I due coraggiosi autori di questo libro puntano verso la realizzazione di un’opera che tramite la cronaca fedele delle vicende rielabori, attraverso il fumetto, fatti e documenti nel tentativo di trascendere la sola ricostruzione storica, che spesse volte risulta ostica o troppo didascalica.
Perché il medium-fumetto, si sa, riesce ad imprimere delle vere e proprie immagini nella mente e si spera nella memoria, (obbiettivo che solo le immagini possono raggiungere) del lettore che sembra catapultarsi nell’epoca descritta.
Il libro si presta come uno strumento d’ informazione per le giovani generazioni lo stesso Matteo Fenoglio autore dei disegni afferma: “Il desiderio non è poi solo quello di far avvicinare al tema le fasce di lettori più giovani, quanto di mantenere viva la memoria dei fatti, cercando di capire che quanto è successo quarant’anni fa ha lasciato degli strascichi evidenti nella società in cui viviamo”.
Perché la vicenda ancora in attesa di giustizia deve essere ricordata e approfondita per capirne le mille sfaccettature. Ma proprio per la sua complessità gli autori confessano di aver tentato di racchiudere le mille implicazioni in un racconto coerente narrativamente. “Si tratta di una vicenda che, al di là delle implicazioni etiche e di responsabilità verso le vittime, narrativamente è affascinante e contemporaneamente difficile da trattare. Una storia complessa, che si snoda anche fuori dai nostri confini, inserendosi in un contesto nazionale e internazionale assai contorto: direi che la strategia della tensione, che si dipana da Piazza Fontana in poi, non è altro che il frutto amaro della guerra fredda est-ovest scaturita dal secondo conflitto mondiale. La faccenda è resa ancora più complessa da almeno altri tre fattori: il gran numero di personaggi coinvolti; il peso di quarant’anni passati; la presenza di sentenze di assoluzione che, ovviamente, costringe ad usare cautela in certi passaggi” - conferma - Francesco Barili in un intervista rilasciata a “Lo Spazio Bianco. it”.
Le tavole dei disegni in bianco e nero mostrano la drammaticità dei fatti e la volontà da parte degli autori di richiamare tutti i particolari della vicenda per riportarli alla luce e alla memoria. Alla realtà storica vengono sovrapposti veri e propri documenti provenienti da altri mezzi di comunicazione: interviste, reportage televisivi, fotografie, ben ricostruite sia nelle tavole a tutta pagina che in quelle piccole. Notevole il prologo con la Milano e le tavole raffiguranti l’attentato e la drammaticità, ottimamente rappresentata dall’esperto disegnatore. Inoltre commoventi sono le tavole con le ambientazioni paesaggistiche di intermezzo che costruiscono lo sfondo per i versi di “Patmos”, poesia scritta da P.P. Pasolini proprio in occasione della strage. Poi ci sono ancora stralci di interviste ai familiari delle vittime (Franscesca Dendena, Licia Pinelli) o a protagonisti, loro malgrado, della vicenda giudiziaria (Pietro Valpreda). L’esperimento riuscirà? Questo è l’unico commento che spetta al lettore, per questo libro che vuole essere un’attenta ricostruzione dei fatti trasmessa con la drammaticità e puntualità delle immagini disegnate.
Piazza Fontana, Becco Giallo, 2009, 192 pp., Euro 16.00.
Ambra Simeone
[...] … Scottante poi anche il rapporto con malattie, morte, bruttezza, disabilit : le …Strage di Piazza Fontana: la storia a fumetti. | Tra gli ScaffaliPosted by Ambra Simeone on Jan 16th, 2010 and filed under News, Novit in libreria, … parlare [...]