Intervista a Roberto D’Alonzo, autore di “Pagine Sporche”

Posted by Nadia Turriziani on Jun 9th, 2009 and filed under Interviste. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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Intervista a Roberto D’Alonzo autore di “Pagine Sporche”

 

 

Ciao Roberto. Ti do del tu vista la tua giovane età. Qualche breve domanda  per farti conoscere ai nostri autori. Per te cosa significa scrivere?

Scrivere significa dare vita ad un foglio, ad un pensiero. Significa entrare in relazione con i personaggi più o meno simpatici. Significa vivere.

Quali sono i tuoi libri del cuore?

Potrei citarne a centinaia da Bukowski a John Fante, da Guillermo Arriaga a P. McGranth, da Pirandello a Dostoevskji, per finire in Libri di Molinari sul teatro. Mentre il libro più bello che ho letto negli ultimi tre anni è stato “La vetrinizzazione sociale” di Vanni Codelupp.

Il rapporto con la tua regione e con la tua città come è? Sembri un giovane irrequieto.

Ci vivo, ci cammino, ci mangio e ci dormo. Una bestia in gabbia insomma.

Soffro molto, ma veramente molto, per la scarsa se non assente mancanza di educazione alla cultura. Occupandomi di teatro mi viene in modo naturale criticare pesantemente la poca attenzione che la città stessa rivolge alla divulgazione ed alla sponsorizzazione di eventi culturali.

Come è nata l’idea di scrivere “Pagine Sporche”?

Sono poesie di una vecchia raccolta che era stata anche abbandonata. Poi un giorno mi hanno parlato di una ragazza che aveva pubblicato un libro con una giovane casa editrice, la “Narrativa e poesia” appunto e spinto dalla curiosità dello slogan stesso che compare sul loro sito, ho deciso di inviare il manoscritto e così lo hanno pubblicato.

Le idee per il libro mi sono venute, come in genere per la stesura di un copione, osservando le persone, la vita in genere. Mi siedo e metto in relazione i personaggi e così i fogli si riempiono di pensieri, dialoghi ecc…Il titolo “Pagine sporche” mi è venuto spontaneo. Pagine imbrattate come sporca è la vita.

Quale ritieni sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

Tenere il lettore per il collo, ogni tanto fargli una carezza e ogni tanto schiaffeggiarlo. Poi un bacino, due chiacchiere ed infine una bella secchiata di acqua ghiacciata. Quello che tento sempre di fare con le mie scritture per il teatro.

Dimmi, preferisci cimentarti col racconto o nelle poesie? Puoi darci una definizione dell’uno e dell’altro?

Preferisco i racconti, anche se le poesie le trovo meno impegnative, ma adoro far nascere, vivere e relazionare personaggi.

Il racconto è formato da uno o più alberi, una o più persone, uno o più animali. Da oggetti, luoghi, tempi più o meno lunghi. La poesia invece è l’albero, la persona, l’animale, è l’oggetto, il tempo o il luogo.

Come scrivi generalmente a penna o al computer?

Adoro scrivere a penna, ma da qualche tempo mi sono convinto che il pc è più pratico per ovvi motivi. Scrivo sempre, ogni volta che ne sento bisogno o ne ho semplicemente voglia. Porto con me sempre un taccuino che riempio di pensieri e appunti. Da poco ho anche comperato uno di quei piccoli computer, un “note book” e spesso mi tiene compagnia nei viaggi in treno. Si deduce, credo, che non seguo nessun rito particolare.

Hai altri progetti in cantiere?

Molti. Il prossimo è un concorso di drammaturgia per autori iscritti in SIAE. 

 

 

Nadia Turriziani

2 Responses for “Intervista a Roberto D’Alonzo, autore di “Pagine Sporche””

  1. wow gold says:

    Good post,This was exactly what I needed to read today! I am sure this has relevance to many of us out there.

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