Che si stia riscoprendo il socialismo potrebbe essere la novita’ del 2010 alla luce delle celebrazioni nelle piu’ autorevoli sedi istituzionali prima del decennale della morte di Bettino Craxi poi del trentennale di Pietro Nenni.
In verita’ non e’ cosi’, se si pensa al dibattito sviluppatosi a partire dal luglio 2005 per tutto il 2006 e buona parte del 2007, fino alle primarie del Pd - 14 ottobre - che con un plebiscito sancirono la vittoria di Walter Veltroni: allora spari’ dal lessico politico la parola ‘socialismo’ e fu sostituita da ‘partito riformista’ e di riflesso riprese vigore, nella sinistra radicale al posto del ‘Socialismo del XXI secolo’ di Fausto Bertinotti, il richiamo alla cosiddetta ‘identita’ comunista’.
In quel periodo che va appunto dal luglio 2005 all’autunno 2007 il dibattito ruoto’ attorno ad un eretico protagonista della Resistenza e della Liberazione, poi della Repubblica e del primo centro-sinistra, la grande stagione delle riforme che cambio’ il volto del paese, lo scomodo e ingombrante Riccardo Lombardi che non ha ancora avuto a venticinque anni dalla morte il giusto riconoscimento, a conferma di quanto nel lontano 1984 diceva uno dei migliori sindacalisti della Cgil degli anni 80, Fausto Vigevani: “Riccardo e’ stato e resta un uomo, uno dei rarissimi che ha acceso un credito altissimo nel suo partito, il Psi, nella sinistra intera, nelle istituzioni, anche le piu’ alte: e’ soprattutto questo che nessuno ha inteso prima e intendera’ ora ripagargli per se’ e per la democrazia italiana”.
Una ragione allora dev’esserci in questo diverso trattamento riservato da una parte a Craxi e Nenni e dall’altra a Lombardi.
Rimando al libro ‘Lombardi e il fenicottero’ edito da ‘L’Asino d’oro’, per la storia azionista prima e socialista poi dell’Ingegnere ‘non comunista ma amico degli antifascisti’. Qui mi soffermo su due fondamentali principi che Riccardo porto’ nel Psi dopo che si sciolse nel 1947 il Partito d’Azione: autonomia e alternativa di sinistra. Si e’ detto e si ripete che Nenni e Craxi sarebbero stati i paladini dell’autonomia e dell’alternativa: conoscevano, forse, i due termini, non il loro ‘senso’, tanto che per autonomia hanno inteso autosufficienza e ripiegamento su se stessi, per alternativa, la piu’ blanda alternanza, fino alla governabilita’, all’alleanza di ferro con la Dc. Viceversa per Lombardi autonomia e alternativa di sinistra formavano, hanno formato l’identita’ socialista che si e’ esplicitata in ‘acomunismo’, ne’ filo ne’ anticomunismo, ma dialettica e dialogo permanenti col Pci, forza indispensabile per costruire attraverso ‘il riformismo rivoluzionario’ ossia la ‘riforme di strutture’, l’alternativa di sinistra che significava superamento del capitalismo, identificato, sin dai suoi esordi negli anni ’20, nelle rendite e nei parassitismi ‘in mano ai nani’.
Per il solo fatto di aver parlato di autonomia e di aver messo in guardia dal Fronte Popolare del ’48, fu fatto oggetto di inaudite e violentissime critiche da Rodolfo Morandi: “tradimento, insensibilita’ di classe, snobismo intellettualistico, e perfino di follia’. Erano quelli anni bui per il Psi: “Lizzadri dichiarava di credere che Stalin aveva sempre ragione, Nenni vinceva parecchi milioni al Premio Stalin, Pertini faceva gli auguri al Signore del Cremlino per il suo settantesimo compleanno…Morandi non aveva ritegno a identificare lo stalinismo con il leninismo unendoli: Lombardi si tenne fuori da questa triste sagra sovietizzante e furono i fatti a dargli ragione”, come ricordava Bruno Gatta.
Di fronte al dramma dell’invasione dell’Ungheria, chi ando’ alla Camera a illustrare la posizione del Psi fu il prefetto di Milano del 1945: “non c’e’ socialismo senza democrazia e senza liberta’”. Nenni arrivo’ un attimo dopo a prendere le distanze dall’Urss e dal Pci nonche’ a riconsegnare il Premio Stalin. Autonomia per Nenni divento’ subito unificazione con i socialdemocratici di Giuseppe Saragat e poi governo ‘organico’ con la Dc: l’ingresso nella ‘stanza dei bottoni’ un fatto esiziale. Non piu’ ‘socialisti ministri’, come voleva e chiedeva Lombardi, ma ‘ministri socialisti’. E nessuno che alla domanda: ha mai pensato di avere piu’ soldi? rispondesse senza remore, “non avrei saputo che farne. Non ho neanche una casa. A me basta poter comperare libri”.
Da Nenni al Craxi-Fuhererprinzip, e alla governalibilita’, finita nella temuta ‘mutazione genetica’. Se al ‘cattocomunismo’ di Palmiro Togliatti prima e al ‘compromesso storico’ di Enrico Berlinguer poi, Lombardi oppose con tenacia e coerenza il progetto di alternativa di sinistra, Craxi rispose con il pentapartito, con la competizione sulla gestione del ‘potere’ con la Dc. “Un Psi cosi’ non ha motivo di esistere”, sentenzio’ Riccardo al termine dell’ultimo intervento in un organismo di partito, il Comitato Centrale del 30 giugno 1984: e fu la piu’ dura requisitoria ‘politica’ e non personale, che Craxi abbia mai ascoltato da un socialista nei suoi confronti. “Siamo diventati il partito delle tavole rotonde, ma siamo assenti dai drammi collettivi…dai movimenti” e “dagli scontri sociali”.
Eppure pensava ancora al socialismo come prospettiva possibile: “deve finire quel perverso sentimento che prende molti socialisti, quasi soddisfatti ogni volta che i comunisti rallentano il cammino della loro evoluzione in senso occidentale, nel timore che cio’ danneggi il Psi. Dobbiamo invece aiutarli, incoraggiarli, spingerli ad avere e cercare prospettive di governo”.
Modi antitetici di intendere il socialismo: il mantenimento e l’abbellimento dello ‘status quo’ per Nenni e Craxi, lo stravolgimento, la trasformazione per Lombardi cosi’ da dare “a ciascun individuo la massima possibilita’ di decidere della propria esistenza e di costruire la propria vita”.
Ed e’ per questo che celebrare gli uni, e semplicemente ricordare l’altro, oggi, e’ lo spartiacque di due modi alternativi di far politica: se per se e per i propri interessi oppure per gli altri, esseri umani che oltre i bisogni (un salario dignitoso, una casa, un abbigliamento decente) hanno soprattutto delle esigenze (qualita’ della vita, cultura, tempo libero per se, per far l’amore) da realizzare, vale a dire un’identita’ umana.
Carlo Patrignani
[...] Lombardi e il “Fenicottero | Tra gli Scaffali [...]
[...] Che si stia riscoprendo il socialismo potrebbe essere la novita’ del 2010 alla luce delle celebrazioni nelle piu’ autorevoli sedi istituzionali prima del decennale della morte di Bettino Craxi poi del trentennale di Pietro Nenni. In verita’ non e’ cosi’, se si pensa al dibattito sviluppatosi a partire dal luglio 2005 per tutto il 2006 e buona parte del 2007, fino alle primarie del Pd - 14 ottobre - che con un plebiscito sancirono la vittoria di Walter Veltroni: allora spari’ dal lessico politico la parola ‘socialismo’ e fu sostituita da ‘partito riformista’ e di riflesso riprese vigore, nella sinistra radicale al posto del ‘Socialismo del XXI secolo’ di Fausto Bertinotti, il richiamo alla cosiddetta ‘identita’ comunista’. http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info/?p=8336 [...]
Come ben raccontato da Carlo Patrignani nel suo libro, il punto che permetteva a Lombardi di auspicare più tempo libero per tutti era un’idea dell’essere umano fondamentalmente sano: altrimenti tempo libero sarebbero solo più disastri…Tutto l’opposto della visione cattolica che vede l’essere umano naturalmente macchiato dal peccato originale, e/o di quella “illuminista-razionale-comunista” che vede l’essere umano raggiungere una sua “umanità” solo con il lavoro, la ragione e con il controllo della stessa sul quel monstrum che sarebbe la realtà psichica. E qui Lombardi si aggancia idealmente alle scoperte di Massimo Fagioli: l’essere umano non nasce cattivo e perverso (come appunto diceva Freud con il suo bambino narcisista senza rapporti umani se non con se stesso!), ma, nel caso, si ammala successivamente alla nascita in seguito alle delusioni ed ai traumi causati dai rapporti con la realtà psichica malata ed anaffettiva di altri esseri umani malati, in primis la madre e/o il padre. Se quindi “si ammala”, dice Fagioli, si può anche curare, attraverso quegli stessi rapporti che l’hanno fatto ammalare, questa volta però con la realtà psichica sana e profonda di un altro essere umano “sano”, come dovrebbero essere gli psichiatri.
Carissima Nadia, credo che tu debba togliere dal sito quanto non c’entra nulla con lo spirito e il contenuto del mio articolo ispirato unicamente all’opera di Riccardo Lombardi! Non intendo assolutamente che questa possibilita’ che Periodico Italiano offre alle persone normalmente intelligenti oneste e pulite venga sporcata da inteventi livorosi ed offensivi con persone mai citate nel mio intervento. Pertanto carissima Nadia in nome dell’amicizia che mi lega a Lussana e alla Riccoboni, ed a te, anche se non ci siamo conosciuti di persona, per rispetto del mio lavoro e della serieta’ di Periodico Italiano, ti chiedo di togliere tutti gli interventi teste’ riportati che ’sporcano’ il mio lavoro, Grazie e a presto Carlo Patrignani
Carissimi.. non capisco questo attacco che vedo personale nei confronti di Carlo … non c’è alcuna attinenza tra le cose scritte da Carlo e quello che voi, alcuni per altro in forma di mediocre e poco coraggioso anonimato, tende a dimostrare…
non abbiamo paura di rispondere direttamente a certi attacchi. Non sono i primi e non saranno gli ultimi..
Invito quindi chiunque a interrompere questo genere di attacco. Onde evitare da parte mia la giusta tutela del nostro redattore, che ha dimostrato e continua a dimostrare professionalità e correttezza.
Se avete qualcosa da dire in contrario potete contattarmi anche per email. NOn viaggio in anonimato come voi che siete irreperibili…
Carlo, per questi motivi non cancello i commenti fatti. A monito di chi un domani credesse di poter usare questo spazio per diffamare qualcuno dico anche che gli IP sono comunque disponibili e in caso di affermazioni diffamatorie i responsabili saranno perseguiti per legge direttamente dall’editore…
Sofia Riccaboni
Editore e vice direttore
Periodico Italiano
Cara Sofia, mi sento in dovere di tutelare la mia professionalita’ in ogni sede e pertanto quanto prima provvedero’ in proposito. Non intendo neanche spendere un secondo a rispondere a gente fallita nella vita che non solo dice falsita’ (basti leggere l’articolo scritto mi pare in un italiano corretto) ma attraverso uno spazio libero di Periodico Italiano insulta e denigra coprendosi con l’anonimato e cio’, permettini cara Sofia, dovrebbe comportare una selezione degli interventi da parte vostra. Siccome l’anonimato a solo scopo diffamatorio puo’ esser svelato solo dalla magistratura, a tal fine agiro’, ripeto, a tutela della mia professionalita’. Distinti saluti anche a Lussana
Cara Adele…
innanzi tutto magari diamoci del Lei visto che non ho idea di chi lei sia..
continuo a ripetere che, nel caso non vogliate vedere cancellati i vostri commenti, dovreste attenervi al commento dell’articolo.. se avete altro da dire.. scrivetre una email in redaizione e daremo spazio anche a voi… intanto canccello la pubblicità gratuita ad altri testi…se volete una recensione inviate il libro in questione e ne faremo un pezzo..
Sofia Riccaboni