“Homo minor mundis” è l’opera prima dello scrittore Giovanni Parentignoti.
Una piccola opera dove la poesia in lingua ed in vernacolo si mescola mirabilmente con i racconti brevi trasparndo lo stato d’animo dello scrittore.
Un mix di sfiducia, di sofferenza esistenziale, di tristezza e rabbia.
Ed è la rabbia che emerge con forza nei suoi versi. Non una rabbia irrazionale come potrebbe essere quella originata dall’odio o dal disprezzo della vita e degli uomini ma, al contrario, molto razionale. Una rabbia originata dalla volonta’ di difendere la vita e gli uomini.
Una forte denuncia di tutti i mali che affliggono, angosciano e tormentano il nostro tempo.
Da giovane autore indirizza la sua “di rabbia” verso quell’abitudine nefasta del consumo di droga che ai giovani, soprattutto, distrugge la vita. Droga dalla quale loro si lasciano irretire, e di conseguenza, lentamente ‘demolire’.
A questo problema dedica alcuni racconti. Una notte in discoteca ad esempio ci ricorda a quale stoltezza sia potuto giungere il nostro tempo che ha ridotto il divertimento della gioventù a una folle corsa ad autodistruggersi, e uno spazio nato per essere un piacevole luogo di divertimento, come la discoteca, sia divenuto il luogo dello ’sballo’, come loro ragazzi lo chiamano, consistente, in pratica, in un micidiale cocktail di decibel, alcool e droga, che ne porta molti a un lento e prolungato suicidio, o a una morte piu’ rapida per overdose o contro un muro o a un guard-raill.
In un altro, Toxic Waltz, parla del suicidio come soluzione al proprio stato. Il protagonista, dopo aver ucciso una ragazza per rapinarla di pochi euro con i quali si sarebbe garantito qualche giorno di droga, vinto dal rimorso e da un momentaneo rinsavimento, comprende quale inferno ha fatto della sua vita e quali persino peggiori prospettive lo attendono in futuro, e si suicida con quello stesso coltello con il quale aveva poco prima tolto la vita a quella povera ragazza.
In Uccidimi, poesia dai toni forti sin dall’incipit: Uccidimi vile / ora che il mio corpo hai umiliato, un altro crimine, quello perverso e vile dello stupro, viene affrontato. Ed altri, altri ancora…
La lotta alla mafia in Inno alla Mafia, la disabilità, l’anoressia, l’eutanasia, il testamento biologico e tanti altri.
(Ed e’ civile, quindi, questa sua rabbia perche’ mirante a suscitare il disgusto per la colpevole indifferenza davanti al dolore che colpisce i deboli; per l’assurda e sragionevole noncuranza con la quale molti rovinano la vita propria o, per soverchi appetiti, anche quella altrui. Ed e’ civile perche’ tende a spronare un po’ tutti a combattere tali mali).(Benito Marziano-scrittore)
Libro: Homo minor mundis
Autore: Giovanni Parentignoti
Editore:Libreria Editrice Urso
Pagine: 64
Prezzo: euro 9,00
Nadia Turriziani
[...] - “Homo minor mundis” (di Nadia Turriziani) “Homo minor mundis” è l’opera prima dello scrittore Giovanni Parentignoti. Una piccola opera dove la poesia in lingua ed in vernacolo si mescola mirabilmente con i racconti brevi trasparndo lo stato d’animo dello scrittore. Un mix di sfiducia, di sofferenza esistenziale, di tristezza e rabbia. Ed è la rabbia che emerge con forza nei suoi versi. Non una rabbia irrazionale come potrebbe essere quella originata dall’odio o dal disprezzo della vita e degli uomini ma, al contrario, molto razionale. Una rabbia originata dalla volonta’ di difendere la vita e gli uomini. http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info/?p=8619 [...]